Con UPPARK “fototrappolati” i lupi nel Parco

Con UPPARK “fototrappolati” i lupi nel Parco
luglio 13, 2018 Uppark
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Accertata la presenza di branchi stanziali di “Canis lupus italicus” nei boschi di Martina Franca e in quelli tra Laterza, Ginosa e Castellaneta
Nelle ultime due estati i ladri hanno rubato fototrappole nei boschi!

Grazie a UPPARK ora abbiamo anche la conferma scientifica: ci sono branchi stanziali di lupi nel Parco regionale naturale “Terra delle Gravine”, sia nel versante occidentale della provincia jonica, tra Laterza, Ginosa e Castellaneta, sia nei boschi di Martina Franca!
Il Progetto triennale “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, prevede l’esecuzione di una serie di “azioni” per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, rendendolo pienamente fruibile ai cittadini, nonché per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali e la salvaguardia dell’integrità dei questo straordinario ecosistema, un autentico santuario della biodiversità.
Una di queste, in particolare, che vede collaborare il WWF Trulli e Gravine di Martina Franca con il CeRB (Centro Ricerche per la Biodiversità), si occupa del monitoraggio delle razze locali a rischio.
Lo scopo principale dell’azione del progetto è di definire l’attuale distribuzione del lupo appenninico (Canis lupus italicus) sul territorio del Parco Regionale Terra delle Gravine, nonché la consistenza della sua popolazione, utilizzando il “fototrappolaggio”.
Questo metodo si avvale dell’ausilio di fototrappole, ossia particolari videocamere in grado di fotografare o filmare in modo automatico un animale che passa davanti allo strumento strategicamente posizionato, senza la necessità della presenza fisica dell’operatore e senza richiedere la cattura e la manipolazione dell’animale.

Da luglio 2016 sono state posizionate 20 fototrappole nei boschi del Parco Terra della Gravine, 10 delle quali concesse in uso da parte del Comune di Martina Franca, controllate mensilmente per verificarne il corretto funzionamento e per scaricare i dati video ottenuti; purtroppo durante l’estate sono state rubate tre fototrappole tra Castellaneta e Laterza.
Nel 2017 il monitoraggio è proseguito ancora con venti fototrappole, numero reintegrato grazie a fototrappole “prestate” dall’Oasi WWF di Monte Sant’Elia; purtroppo anche nell’estate scorsa sono state rubate tre fototrappole, una in territorio di Castellaneta e due in quello di Martina Franca.
Nell’estate dell’anno in corso i volontari del WWF Trulli e Gravine e del CeRB hanno posizionato le rimanenti 17 fototrappole per l’ultimo anno di monitoraggio.

Così come per il 2016, anche i dati raccolti nel 2017 hanno dimostrato la presenza stabile del lupo appenninico nel Parco “Terra delle Gravine”, con individui filmati in un ampio territorio che va da Ginosa e Laterza fino a Martina Franca.
È opportuno ricordare che per il lupo è fondamentale stimare, come unità campionaria, non il singolo individuo, quanto piuttosto il branco che rappresenta l’unità riproduttiva su cui si struttura la dinamica di popolazione.
Pertanto dall’analisi dei dati relativi ad individui imbrancati e alla posizione spaziale, è stato possibile individuare il numero minimo di branchi. Si è così stimata la presenza di almeno due nuclei: uno composto almeno da 2-4 individui, nell’area compresa tra i comuni di Laterza, Ginosa, Castellaneta e un altro composto da almeno 2 individui nel settore orientale, nel territorio di Martina Franca. Sebbene non vi sia corrispondenza temporale tra i contatti ottenuti, si ipotizza la presenza anche di un terzo nucleo di almeno 2 individui, tra Martina Franca e Massafra.
Tra il 2016 e il 2017 sono stati realizzati almeno 133 video di lupo, con un più del 50% dei contatti totali caratterizzato da un numero di individui per fotogramma pari a uno. In alcuni casi sono stati osservati due lupi insieme, presumibilmente una coppia, mentre solo in due aree sono stati contattati rispettivamente 4 e 5 lupi per branco.
L’azione del Progetto UPPARK, inoltre, prevede la valutazione dell’impatto della popolazione dei lupi del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine sulle attività zootecniche presenti nell’area d’influenza e la definizione di strategie atte alla prevenzione dei danni agli allevamenti zootecnici anche attraverso l’introduzione di cani da guardiania.
Grazie alle fototrappole di UPPARK, infine, sono stati realizzati video di altre specie, come volpi e cinghiali, e di specie più elusive, come tasso, istrice e faina.

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, infatti, il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.
Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale “Terra delle “Gravine”, costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.
Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.
È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.
Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.
Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

Tra le tante iniziative tese a dare nuova vita il parco naturale regionale più grande della Puglia, si segnala il restauro conservativo di alcuni immobili dell’Oasi WWF Monte Sant’Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla della antica masseria in cui, dopo il loro ripristino, sono stati realizzati un infopoint e un ufficio accoglienza a favore di tutti coloro che, cittadini o turisti, intendono visitare la zona percorrendone i sentieri, a piedi o in bici; nella struttura, inoltre, vengono organizzate ed ospitate iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dei corretti stili di vita a contatto con la natura.
L’Oasi WWF Monte Sant’Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra infatti nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

 

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