Azioni

Attivazione task force di progetto

In questa azione sono incluse le azioni trasversali di progetto: attività di comunicazione, coordinamento, monitoraggio e valutazione degli interventi. Sarà attuato il coordinamento di progetto che consiste nel monitorare, valutare gli esiti ed eventualmente rettificare le attività sulla base di una valutazione del progetto in itinere attraverso l’applicazione della metodologia del project cycle management.

Interventi volti alla valorizzazione e fruibilità del Parco

Si prevedono azioni a cura della FSP e del GSM destinate ai principali stakeholder per consentire la fruibilità e la valorizzazione del patrimonio ambientale, paesaggistico ed escursionistico del Parco. Saranno realizzate mappe tematiche con gli elementi antropologici, storici, culturali, artistici e ambientali di rilievo, con riferimento particolare alle grotte e alle cavità artificiali, con il duplice obiettivo di consentire la divulgazione, fruizione e conservazione delle informazioni sul patrimonio speleologico del Parco e garantire la tutela delle risorse idriche sotterranee.

Valutazione livello rischio da inquinamento

Sarà eseguito un biomonitoraggio dei contaminanti atmosferici a cura del CNR IAMC di Taranto, al fine di poter disporre di rilevazioni che abbiano validità scientifica e che possano essere impegnate per l’adozione di strumenti e provvedimenti adeguati. Lo scopo principale dello studio è quello di valutare, all’interno del PNR Terra delle Gravine l’influenza delle aree industriali limitrofe mediante la valutazione delle ricadute al suolo per mezzo di “moss bags”. Per fornire una migliore interpretazione dei risultati sarà analizzato anche il suolo. Gli inquinanti sono stati scelti in relazione alla loro pericolosità considerando quale obiettivo finale la salvaguardia della salute delle specie animali e vegetali e dell’uomo.

Potenziamento sistemi di prevenzione rischi e di intervento

Previsto l’acquisto di un mezzo da parte del NVePC 25 Palagiano (che ha in dotazione attualmente l’unico mezzo antincendi del Parco) che sarà impiegato per la prevenzione del rischio incendi boschivi, del rischio idrogeologico e per il monitoraggio del territorio. Sono previste azioni di formazione e informazione a cura del CNSAS su tematiche della sicurezza in escursionismo (23 ottobre – Gravina di Laterza).

Attivazione centro visite presso l’Oasi WWF Monte Sant’Elia

L’antica masseria sita presso l’Oasi WWF Monte Sant’Elia è concepita per rappresentare il centro nevralgico delle attività di animazione del progetto: si intende recuperare una porzione (Sala Comune e vecchia stalla) dell’immobile che sarà destinato ad attività di ospitalità per i fruitori del Parco divenendo Centro Visite del PNR Terra delle Gravine.

Attivazione collaborazioni pubblico private per un uso appropriato del territorio

L’azione curata dal WWF Trulli e Gravine e dal CNSAS è indirizzata ai principali stakeholder del Parco con particolare riferimento alle Aziende Agricole e Zootecniche e consiste:

–       nel censimento ed individuazione dei potenziali stakeholder: comuni, gestori del servizio pubblico, consorzi agrari, associazioni di categoria;

–       nell’organizzazione di n. 3 workshop formativi inerenti:

o    analisi di esperienze e buone pratiche sulla gestione dei rifiuti agricoli;

o   aspetti normativi: classificazione dei rifiuti, obblighi ed adempimenti   per la loro gestione;

o    possibili modalità tecnico/organizzative di un servizio di ritiro dei rifiuti agricoli e stima dei costi

–       realizzazione di un censimento e georeferenziazione delle microdiscariche presenti all’interno del Parco delle Gravine e restituzione grafica della relativa tavola tematica anche in ambiente GIS.

Monitoraggio razze locali a rischio

L’obiettivo dell’azione gestita dal WWF Trulli e Gravine è quello di avviare il monitoraggio della fauna nell’area Parco focalizzando in special modo su lupo e chirotterofauna (FSP): di recente alcuni esemplari di Canis Lupus Italicus hanno ricolonizzato il Parco Terra delle Gravine, con danni agli allevatori, ma soprattutto ingenerando un panico irrazionale tra la popolazione. L’azione è volta a ridurre il conflitto tra la presenza del lupo e le attività antropiche nelle aree rurali mediante:

– indagine conoscitiva sulla popolazione di lupo italico (distribuzione, stima di popolazione, dieta e impatto sugli allevamenti);

– corsi di formazione per gli stakeholder;

– definizione e realizzazione di strategie atte alla prevenzione dei danni agli allevamenti zootecnici da parte del lupo italico

Protezione partecipata delle aree del Parco

L’intervento di Learning Cities è finalizzato a strutturare un sistema di controllo e monitoraggio per la protezione partecipata delle aree.

Il sistema si basa su esperienze di progettazione partecipata e monitoraggio civico realizzate su altri campi tematici: lo strumento e le modalità del monitoraggio, non vengono calate dall’alto, ma vengono co-progettati anch’essi con chi dovrà realizzare il monitoraggio. Il processo di valutazione, a cura dei cittadini, avviene attraverso il reperimento di dati oggettivi attraverso un monitoraggio continuativo dell’Area naturale protetta.

L’azione prevede una fase iniziale di definizione partecipata degli indicatori, che porterà alla redazione di uno strumento di monitoraggio che potrà considerare vari aspetti come la qualità tecnica dello “spazio naturale” e/o i modelli di gestione specifica adottati dall’amministrazione. Seguirà una fase di monitoraggio e di raccolta dei dati, attraverso gruppi di “cittadini-monitori” che effettueranno un monitoraggio sistematico ed una raccolta di dati quantitativi e di informazioni di contesto.

Learning Cities organizzerà un’attività di controllo e monitoraggio per la protezione partecipata del territorio di riferimento, attraverso workshop di co-progettazione e seminari per l’implementazione, l’avvio il coordinamento delle attività di monitoraggio. La parte conclusiva del progetto si concentrerà sull’elaborazione dei dati raccolti e sulla individuazione partecipata di azioni di miglioramento e sulla condivisione, anche a livello locale, dei risultati della sperimentazione .

Strategie educative per la prevenzione del rischio idrogeologico

L’intervento formativo, coordinato dal Club per l’Unesco di Taranto in partenariato con l’USP è rivolto alle classi di scuole di diverso ordine e grado ed è finalizzato a migliorare le conoscenze di base sulla prevenzione e tutela del Parco e ad accrescere la sensibilità verso di esso. Ciò serve proprio a dare ai ragazzi strumenti di analisi che li aiutano a leggere situazioni reali complesse e a superare una cultura di passività verso ciò che accade. La salvaguardia ambientale e la prevenzione del rischio non può prescindere dall’educazione ambientale. Gli argomenti saranno proposti agli alunni in maniera divertente per agevolare l’approccio a tematiche comunque complesse e, attraverso il gioco e la realizzazione di semplici schede lavoro, si insegnerà loro l’importanza della valorizzazione dei beni ambientali:

  • Usiamo la cartografia (dalle carte topografiche ai sistemi GIS mediante l’utilizzo dei principali software geografici);
  • Mini-percorso didattico sul rischio idrogeologico

Azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento soggetti svantaggiati

La Mediana, che già ha attivato da tempo sinergie con la Casa Circondariale Carmelo Magli di Taranto, opererà con 4 detenuti,  attraverso la collaborazione con n. 3 architetti designer che si occuperanno della formazione dei detenuti in laboratorio di falegnameria su recupero e riuso appositamente allestito presso la Casa Circondariale: i detenuti realizzeranno gli arredi del Centro Visite presso l’Oasi WWF di Monte Sant’Elia mediante l’utilizzo di materiali di recupero.

Rafforzamento azioni di sorveglianza area parco e mappatura sentieri

Il CNSAS è impegnato in attività di mappatura dei sentieri nelle aree del Parco per le quali è carente la cartografia attuale. Tale mappatura, attuata attraverso sistemi GPS, andrà a rafforzare gli elementi preesistenti delle cartografie a disposizione degli enti di soccorso, di protezione civile e degli stakeholder impegnati in attività nelle aree del Parco e comprenderà la individuazione di key points ovvero luoghi ad alta criticità i quali saranno oggetto di un monitoraggio più attento in relazione ai soggetti della protezione civile impegnati nel presente progetto. Il CNSAS; attraverso l’installazione di un ponte radio presso l’Oasi WWF di Monte Sant’Elia garantirà la gestione delle comunicazioni di emergenza e l’integrazione dell’intera rete radio regionale realizzata dalla Protezione Civile Regionale.

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